Il grado zero dell’editoriale

  • Scritto da Pino Pisicchio
  • Categoria: Redazionale
  • Pubblicato: 26 giugno 2013

Web, politica, centrismo. Diciamo la verità: è difficile tenerli insieme.

Il web esige un lessico short, una comunicabilità istantanea, eclatante, semplificata. Già declinare web e politica fuori dal genere ‘turpiloquio interattivo’ di questi tempi è un’impresa complicata.

Figurarsi l’allineamento di web politica e centrismo: è più difficile che mettere in riga tutti i pianeti del sistema solare per validare certe profezie apocalittiche dei “b movie” in voga negli anni ottanta.

E poi, che vuol dire centrista in questa perigliosa stagione che ha cancellato tutti - ma proprio tutti - i credi politici e le ideologie novecentesche?

Ebbene ci accingiamo all’impresa.

Vogliamo ragionare di politica e di economia, di società e di cultura utilizzando il veicolo del web e la chiave di lettura “centrista”.

Che è il punto di vista più vicino all’idea generale del buon senso comune. Senza pregiudiziali ideologiche. Senza intolleranze “elementari”. Con un approccio dettato dai principi della Costituzione italiana.

Scritta, appunto, insieme ai grandi della cultura politica marxista e liberale, da “centristi”. Del calibro di Moro, Dossetti, La Pira, Mortati.