Celebriamo la Costituzione approvando la legge sui partiti

  • Scritto da Pino Pisicchio
  • Categoria: Redazionale
  • Pubblicato: 17 maggio 2016

Oggi i partiti, almeno quelli che abbiamo conosciuto nel '900,  sono morti. Al loro posto collettori di voti soverchiati da leadership forti, a volte partiti personali, altre fenomeni generati dall'uso di tecnologie moderne. In genere- le eccezioni sono rare- protagonisti di stagioni effimere, destinati a segnare turn over forsennati di simboli e nomi, qualcosa di più che fosfeni nel buio di una politica esangue. Ma e'  a questi soggetti che viene riconosciuto il diritto di esprimere la rappresentanza popolare.  Normare con legge dello Stato ispirata ai principi di democrazia  la vita interna di quei soggetti che oggi coprono gli spazi istituzionali  una volta assegnati ai partiti,  diventa ai giorni nostri cosa assai più urgente rispetto a quanto non fosse settant'anni fa. Se un movimento come quello dei Cinque Stelle, che rappresenta la forza più importante dell'opposizione parlamentare, non e' in grado di offrire alcuna tutela alle sue minoranze, questo rappresenta un vulnus per tutto il sistema democratico e non solo per gli amici di Grillo. E, naturalmente,  nessuna forza politica e' " monda" da queste critiche. In questi giorni e' alla Camera la discussione di un provvedimento che potrebbe finalmente dare un senso alla previsione di Costantino Mortati. Approvarlo sarebbe un bel modo di celebrare il settantesimo della Costituzione italiana.