Questione di Pil

  • Scritto da Pino Pisicchio
  • Categoria: Redazionale
  • Pubblicato: 09 settembre 2013

Nel 2013 il Pil dell’Italia si attesterà al -1,8%. Lo stima l’Ocse nell’«Interim Economic Assessment» in cui aggiunge che il prodotto interno lordo si contrarrà dello 0,3% nel quarto trimestre dell’anno e dello 0,4% nel terzo. Dal rapporto emerge che il nostro paese è l’unico ancora in recessione tra le maggiori economie, visto che la Francia registrerà a fine anno una crescita dello 0,3% (+1,4% nel terzo trimestre, +1,6% nel quarto), la Germania dello 0,7% (+2,3% e +2,4%), la Gran Bretagna dell’1,5% (+3,7% e +3,2%), Usa +1,7% (+2,5% e +2,7%). Anche se «gli indicatori suggeriscono che l’Italia sta uscendo, lentamente ma sta uscendo, dalla recessione in cui era caduta». dice il vicecapo economista dell’Ocse, Jorgen Elmeskov. In questo scenario però, ha aggiunto, «ci sono una serie di cose che potrebbero succedere» e di cui non si può rendere conto nelle cifre, come «il rischio politico» legato all’attuale instabilità e «un rischio eurozona, più ampio, che potrebbe avere un impatto». Così scriveva in homepage il corriere.it il 3 settembre. Dati, fatti, previsioni di esperti. L’Italia non ha agganciato la ripresa, ma ci sono speranze per il futuro perché qualcosa di buono (ancora poco in verità) si è fatto. Bene, ora che l'estate e' finita speriamo si porti via con sé anche le insopportabili diatribe sui destini incrociati del leader del Pdl e del governo. E' il tempo dell'impegno della politica per dare respiro all'azione del governo, per agganciare – finalmente -  il treno della ripresa, che passa per l'Europa ma rischia di lasciare a terra l'Italia. I nostri giovani, le nostre imprese, le famiglie italiane non possono più aspettare. I problemi del Paese vengono prima di qualsiasi altra cosa, per questo continuiamo a lavorare per la tenuta del governo e per affrontare le vere priorità: rilancio dell’economia ed occupazione.