Antiparlamentarismo, Cicciolina e 5 Stelle

  • Scritto da Pino Pisicchio
  • Categoria: Redazionale
  • Pubblicato: 11 settembre 2013

Sempre più frequentemente si affacciano in Parlamento performance di tipo folkloristico. Srotolamenti di teloni con messaggi politici dai tetti di Montecitorio, sfarfallamento di mani pre-disegnate, esibizioni di t-shirt e magliette varie con colori e messaggi eloquenti. Sia chiaro: la storia del Parlamento italiano è punteggiata di episodi che di quando in quando hanno proposto eccentriche forme di comunicazione politica. In tempi non remotissimi fette di mortadella, capestri, striscioni turpiloquenti di varia metratura. Ma era l’eccezione ad una dialettica parlamentare che si articolava in modo ‘normale’. Che diventava anche molto aspra, ma non arrivava a ribaltare il modo della rappresentanza e del rapporto con gli avversari, anche nelle fasi dell’ostruzionismo più duro. Oggi, per interi gruppi parlamentari, la regola comportamentale sembra essere solo quella del dileggio delle istituzioni e della ricerca dell’evidenza mediatica. E’ una versione contemporanea, probabilmente inconsapevole, di un antiparlamentarismo che non si è mai sopito nella storia italiana. A partire dalla destra storica che lo praticava per contrastare l’allargamento del suffragio, per passare al Mussolini dell’Aula sorda e grigia’, per arrivare a Guglielmo Giannini dell’Uomo Qualunque, il gusto eversivo di contestazione anche estrema portata da forze parlamentari contro il Parlamento si è caratterizzato con posizioni di destra. E con il populismo. Oggi 5 Stelle sembra voglia raccoglierne il testimonial, con le performance da teatro nelle aule parlamentari e con l’incendio dei toni. E pensare che persino l’On. Cicciolina, quando ricercava l’eclatanza del gesto con le sue ‘originali’ rappresentazioni politiche contro il Parlamento, andava a farle fuori dal palazzo di Montecitorio. Magari a seno nudo, ma fuori.