Dal Fattore K al Fattore B

  • Scritto da Pino Pisicchio
  • Categoria: Redazionale
  • Pubblicato: 17 settembre 2013

Una volta c’era il Fattore K. Erano i tempi della Guerra Fredda, dei blocchi contrapposti, della Nato e del Patto di Varsavia, della Dc e del Pci, e quel K stava per Kommunizm, il massimo pericolo per le democrazie occidentali.  Poi il muro crollo’, la politica italiana cambiò ed il Fattore K divenne lo spunto per indicare i processi e fatti politici con diverse lettere dell’alfabeto.  Cambiano i tempi, cambia il linguaggio ed anche lo stile. Oggi scaliamo qualche lettera dell’alfabeto e ci ritroviamo ancora con un fattore: il Fattore B.  Dove B sta, ovviamente, per Berlusconi.  Per troppo tempo l’Italia intera è stata condizionata dal Fattore B, dalle vicende personali, giudiziarie e politiche di Silvio Berlusconi.  E’ ora di superarle e di passare ad una nuova fase, dandoci una prospettiva generale, che guardi all’interesse del Paese e che punti nell’immediato al rilancio economico e alla costruzione di una nuova fase politica, che restituisca potere di scelta ai cittadini. Assistiamo con un certo distacco all’attesa messianica per il videomessaggio di Berlusconi. Non ci iscriviamo al partito dei  proclami via etere, ma vorremmo concentrare la nostra attenzione sulla necessita' di superare la barriera delle parole (non sempre eleganti peraltro), che oggi sembra aver conquistato la politica, per giungere ai gesti concreti. Questo governo sta facendo il suo dovere. Ciononostante il contesto sociale ed economico continua ad essere allarmante, perche' non ci sono messaggi di sufficiente coesione politica. Manca la stabilità necessaria per invogliare gli investimenti e creare un clima politico favorevole alla crescita. Per questi motivi, piuttosto che attendere proclami che preludono all'affondamento del governo, oggi preferiremmo guardare al Paese.