Educazione civica

  • Scritto da Pino Pisicchio
  • Categoria: Redazionale
  • Pubblicato: 30 aprile 2016


Chissà se l'ideale di rappresentanza implichi il perfetto combaciamento tra cittadini ed eletti nelle assemblee rappresentative anche dal punto di vista antropologico, oltre che  della condivisione politica. Fatto sta che, a differenza di quanto non accadesse agli albori della democrazia costituzionale, quando la classe politica esercitava un ruolo latamente pedagogico nei confronti del popolo, interpretandone l'avanguardia più motivata e culturalmente attrezzata ( il 91 % dei deputati nel 1948 era laureato), la tendenza odierna delle classi dirigenti politiche sembrerebbe, appunto, quella di interpretare in modo pedissequo il mood della gente che rappresenta. Non un centimetro più in alto, non un centimetro più in basso. Ci asteniamo dal giudicare, per non essere tacciati di passatismo, ma non possiamo non rilevare che i  vizi, tic e tabù che attraversano il cosiddetto stile di vita italiano, sono benissimo insediati al vertice della Repubblica: questa specie di infinita sceneggiatura dei fratelli Vanzina che e' l'Italia, e' sempre più  una narrazione uguale nel basso e nell'alto. Senza soluzione di continuità.
In questo contesto, che mescola piccoli e grandi evasori fiscali, giacimenti  di invidie sociali, ruberie dalla torta " pubblica"di varia taglia e dimensione,    xenofobie occulte e manifeste, modellistiche machiste ed edonismi pescati dalla tv, peggio dei " Mostri" raccontati  da Dino Risi una cinquantina di anni fa, autorevoli editorialisti si domandano come si fa a ripristinare un'idea condivisa di legalità.  La strada e' lunga e certamente non si esaurisce con certi spot politically correct buttati la' per mettersi in pace la coscienza pubblica. La strada nuova si incontra con una idea antica, un po' andata in disuso. Fu Aldo Moro, Ministro della Pubblica Istruzione negli anni cinquanta a volere l'insegnamento dell'educazione civica come materia curricolare nelle scuole. L' idea era quella di formare al senso della cittadinanza democratica  i nuovi italiani, offrendo un'identità civile collettiva in cui riconoscersi. Oggi l'insegnamento della Costituzione e' bandito dalle scuole di ogni ordine e grado, salvo gli istituti tecnici, che fanno un po' di diritto. Potremmo cominciare da li', nel modo più semplice: dalle scuole, ripristinando l' insegnamento  come materia fondamentale. Insomma, una materia da non snobbare, perché fa media per superare l'anno. Non e' poi così complicato. Cominciamo a formare i cittadini. Poi, chissà, se imparano cos'è la Costituzione potrebbero anche diventare, un giorno, dei buoni politici.