Angelino Edipo e Silvio Laio

  • Scritto da Pino Pisicchio
  • Categoria: Redazionale
  • Pubblicato: 05 ottobre 2013

Confesso di aver avuto in questi giorni una certa riluttanza a dire o scrivere di politica. E' stato come se l'utilizzo di parole provenienti dalla solita grammatica  fosse tutt'insieme diventato inadeguato. Ammesso che prima della tragedia di Lampedusa avesse una sua adeguatezza.  Ecco, se vogliamo segnare davvero un cambiamento della politica dobbiamo imparare l'uso del silenzio come gesto di rispetto. E come 'significante'. 

D'un tratto, dunque, tutte le piccole cose della quotidianita' politica italiana si sono rivelate nella loro verità : quella di pezzi decomposti di un racconto insensato. E sempre uguale. Fino al due ottobre, il giorno della caduta di Berlusconi. Quando e' accaduto qualcosa di irrevocabile, che non e' solo la conferma della fiducia al governo Letta, non e' solo l'uccisione di Berlusconi-Laio  da parte di Alfano-Edipo, non e' soltanto la chiusura di un ciclo storico cominciato diciannove anni fa. E' soprattutto un trapasso generazionale che cambierà comunque la scena politica.
Qualcuno vada a dare un'occhiata all'anagrafe degli attori principali impegnati in questo psicodramma collettivo,Letta e Alfano. Diversamente quarantenni, come usa dirsi oggi. E, visto che una pigra scrittura politica si e' esercitata in queste ore a profetizzare improbabili  ritorni di fiamma della Balena Bianca democristiana, facciamo un amarcord anche noi: due quarantenni come erano De Mita e Forlani nel 1969 quando siglarono il "patto di San Ginesio", per dare l'assalto alla stanza dei bottoni della Dc. Ma quasi quarantenne e' anche Renzi, il segretario annunciato del Pd. Quarantenne e' Fitto, competitor lanciato dalla corrente zoologica (leggasi falchi e pitonesse) dell'ex Pdl contro  Alfano-Edipo. E una rappresentanza di quarantenni s'affolla tra Governo e Parlamento. Sia chiaro: essere più giovani può non voler dire niente se oltre all'immeritato premio dell'anagrafe non c'e' altro. Ma sicuramente il chiudersi fisiologico delle stagioni non e' una opinione, così come non e' un'opinione l'inizio della vita e la sua fine. La psicanalisi (soprattutto di scuola junghiana) potrebbe attingere a piene mani da quel che si e' visto in Parlamento nelle ore passate. Io fermerei l'immagine su un gesto gentile: la tutela quasi paterna di Letta esercitata  dal Presidente Napolitano. Il Patriarca ottantottenne che investe il giovane uomo quarantasettenne.  
Benedetto ad Assisi da Papa Francesco.