Ancora Lampedusa. Non basta "Italiani brava gente"

  • Scritto da Pino Pisicchio
  • Categoria: Redazionale
  • Pubblicato: 13 ottobre 2013

La regola madre dei media è che l'iterazione toglie il pathos alla notizia. Anche quando la notizia è drammatica e solleva il raccapriccio di ogni essere umano dotato di minimo senso comune. Spetta allora alle istituzioni, che non devono mai restare sopraffatte dall'impulso mediatico, ma devono saper agire con visione prospettica, raccogliere quel "senso", definire soluzioni strutturali, che devono reggere anche quando la spinta emozionale si è esaurita. Parliamo, ancora, di Lampedusa e dell'umana compassione di fronte a tanta indicibile tragedia. La solidarietà emotiva, l'empatia, la partecipazione collettiva  attraverso  il medium televisivo, si illanguidiranno presto, dopo l'elaborazione del lutto. Ma non potrà illanguidirsi il dovere delle istituzioni di fare. Cose concrete e durature. Lampedusa, il Sud, l'Italia, non reggono da soli l'impatto con la disperazione delle moltitudini in fuga dagli inferni africani e mediorientali. E non basta la  compassione. Abbiamo di fronte due enormi problemi che si intersecano generando la bomba degli esodi biblici: l'emergenza umanitaria prodotta dalle guerre e il traffico di schiavi che assume, ormai, le dimensioni del business più redditizio del pianeta, al pari della prostituzione e della droga. Rivedere la Bossi-Fini, allora, non è un atto di "political correctness", ma un passo necessario verso strumenti normativi all'altezza della deimensione e della nuova qualità del dramma che si sta scaricando sulle coste italiane, con la tiepidissima e solo formale degnazione dell'Europa. Dunque l'Italia dell'accoglienza e della solidarietà, quella autoproposta per il Nobel, non può tirarsi indietro. Forse può fare ancora di più, a cominciare dal rinnovare le norme sull'affidamento e sull'adozione in favore dei tanti bambini (più di 5800 secondo le stime della Onlus 'Save the children', nella maggior parte dei casi privi di entrambi i genitori) giunti da noi con i barconi della speranza capitanati da nocchieri assassini. Ma l'Italia non può incoraggiare quei traffici di carne umana, declinando catatonicamente il suo buonismo inconcludente da "Italiani brava gente": non può pensare di reggere da sola. L'Europa deve metterci una mano forte e concreta.

Domanda: se la Germania, invece di essere ficcata nel cuore comodo e settentrionale dell'Europa affluente, fosse stata lambita dai mari meridionali gonfi di disperazione, la comunità internazionale, l'UE, si sarebbero limitate, come per noi in queste dure settimane, a fare la faccia contrita e a dire "che brava gente siete voi italiani"?