VOGLIONO AZZOPPARE IL CAVALLO (DI VIALE MAZZINI)

  • Scritto da Pino Pisicchio
  • Categoria: Redazionale
  • Pubblicato: 16 ottobre 2013

Sulla Rai si sta combattendo una battaglia che non è per la trasparenza, giustissima, né per la riduzione dei costi. E’ una lotta di potere. L’attacco a Fazio sul suo compenso è stato condotto con una veemenza degna di migliori cause, con un metodo che lascia presagire una strategia per indebolire il servizio pubblico radiotelevisivo.  Intanto si punta a mandare a casa l’attuale dirigenza, imposta a suo tempo da Monti, poi sarà il momento di dare un nuovo assalto alla dirigenza. Se tra i principali protagonisti di questo tormentone sullo stipendio di Fazio c’è anche qualcuno che lo zampino in Rai ce l’ha messo eccome, i sospetti si acuiscono. Si tenta di azzoppare il cavallo di Viale Mazzini per farlo cadere e azzannarlo meglio.  Il disegno non è svelato chiaramente ed oggi è possibile solo azzardare ipotesi. La prima che viene in mente, è strategica, prelude ad indebolire l’azienda per smembrarla in vista di possibili privatizzazioni. La seconda, forse più consona alla visione miope di questi tempi, è tattica: un nuovo giro di nomine ai vertici dell’azienda e di conseguenza delle testate giornalistiche. Grandi interessi versus piccoli interessi di bottega. Ma, in fondo, neanche tanto piccoli, visto che è ancora la televisione il mezzo di comunicazione più pervasivo e quello che contribuisce a formare le opinioni in larghi strati dell’opinione pubblica. E lo sarà ancora per tanti anni. In ogni caso ci dovremmo interrogare anche su una questione culturale: è possibile che oggi l’unica domanda sia ‘quanto guadagni?’ oppure ‘quanto costi?’. La querelle Fazio rivela una povertà del dibattito politico che si concentra su questioni marginali dimenticando quelle principali, che nel caso della Rai sono il piano industriale, la qualità dei contenuti, il pluralismo, l’ottimizzazione delle risorse, la valorizzazione delle professionalità interne della più grande industria culturale del Paese. I temi veri sono questi, gli altri sono totem da abbattere.

Andrea Alicandro