FINE DI UN VENTENNIO ORA UN NUOVO INIZIO

  • Scritto da Pino Pisicchio
  • Categoria: Redazionale
  • Pubblicato: 02 ottobre 2013

Oggi finisce il ventennio berlusconiano. La piroetta politica del Cavaliere che, dopo aver mostrato la faccia feroce per mesi, ha votato la fiducia a Letta può aver stupito qualcuno, ma la sostanza non cambia: il premier ha la maggioranza in Parlamento, con o senza Berlusconi. Fine della storia. Ci saranno ancora strascichi, certo, per la decadenza ci vorranno ancora un paio di settimane, ok. Il dato politico inequivocabile è questo: Silvio non è più l’ago della bilancia della politica italiana. E, ironia della sorte, è stato proprio il suo ‘delfino’, Angelino Alfano a sentenziarne la fine: ha tirato finalmente fuori quel ‘quid’ che Silvio Berlusconi gli rimproverava di non avere. Per di più – e non è cosa da sottovalutare -  portandosi dietro molti di quelli che hanno una solida struttura politica, una formazione che prescinde dalla cieca obbedienza alla leadership. Si pongono ora due questioni. La prima riguarda l’azione di governo. Si è fatta chiarezza, i numeri ci sono, l’esecutivo è stato depurato della zavorra politica rappresentata dai guai giudiziari del Cav, quindi non ci sono più alibi. Letta, e tutto l’esecutivo, hanno il dovere di imprimere un’accelerazione all’azione del governo per il rilancio dell’economia e dell’occupazione, per la riforma fiscale, per la crescita (sostenibile) e l’innovazione. Per realizzare il programma insomma. E sarà tutt’altro che facile uscire dalle secche della crisi. La seconda questione è squisitamente politica, luogo in cui non esiste il vuoto. Lo spazio lasciato libero dall’implosione del Pdl dovrà essere occupato, è una legge fisica prima ancora che politica. Questo apre nuovi ed interessanti scenari per l’area dei moderati, del centro liberale e riformatore, di cui si è per anni sentita la mancanza. La precondizione è, naturalmente, una legge elettorale che restituisca ai cittadini il potere di scegliere i propri rappresentanti. Una grande forza di ispirazione europea, un centro moderno in grado di rappresentare degnamente la cosiddetta maggioranza silenziosa degli italiani nel Ppe europeo e nelle istituzione. E, soprattutto, ‘normalizzare’ la politica italiana, restituendole la dignità che ha rischiato di perdere del tutto. E’ un’operazione complessa che metterà alla prova un’intera classe dirigente, ma si può e si deve fare, perché l’epoca del bipolarismo muscolare è fortunatamente terminata. E’ finito un ventennio, è tempo di un nuovo inizio.

Andrea Alicandro